Cittadini e attivisti ripuliscono l’orto della Casetta verde, sede del Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio
Un’immagine aerea di via Giambellino all’incrocio con via Bellini: sulla destra si intravede il complesso di edilizia popolare di via Bellini
Cascina Arzaga, nei pressi di Primaticcio, demolita nottetempo negli anni sessanta per far largo alla città in espansione
L’Antica Osteria della Pulice sorgeva su largo Brasilia. Era luogo di svago domenicale per le famiglie del Lorenteggio: pane, salame e pesciolini fritti
L’oratorio di San Protaso (XI secolo), oggi raccolto nello spartitraffico di via Lorenteggio
Sopralluogo del gruppo G124 nel quartiere. Marco Ermentini, Ottavio Di Blasi, Renzo Piano
Uno schizzo di Renzo Piano per descrivere il ruolo di centralità del progetto del mercato rionale
Suggestioni progettuali: il parco di via Odazio
Suggestioni progettuali: il mercato comunale
Gli architetti al lavoro nella stanza G124 di Palazzo Giustiani a Roma, l’ufficio assegnato al Senatore Renzo Piano e trasformato in una moderna “bottega
La copertina del volume G124 - Renzo Piano. Diario delle periferie / 1 Giambellino, Milano 2015, curato da Carlo Piano e pubblicato da Skira
Storytelling

Parola alle periferie

Milano Design Film Festival

Le città contemporanee rivelano l’inadeguatezza nell’integrazione tra passato e contemporaneità, tra politica e scienze sociali, urbanistica e architettura. E mostrano le attuali difficoltà a rispondere al disagio del conflitto sociale e territoriale fra centro e periferia.

La squadra di architetti G124, coordinati dal senatore a vita Renzo Piano e insediati nell’omonima stanza G124 di Palazzo Giustiniani al Senato, ha portato a termine il primo intervento di analisi e riprogettazione funzionale di spazi marginali nel quartiere multietnico del Giambellino a Milano. Il gruppo dei giovani architetti under 35, retribuiti con lo stipendio del senatore Piano, ha infatti il compito di produrre studi di “rammendo” sulla periferia italiana. Ed è già attivo su un altro caso studio: Marghera.

Il Giambellino è una periferia problematica ma con opportunità, caratterizzata da spazi di permeabilità tra i nuclei di case popolari costruiti negli anni Trenta, non manutenuti e apparentemente abbandonati. Il gruppo G124 ha analizzato gli edifici esistenti e riflettuto su come sviluppare in modo equilibrato il mix di etnie, culture e generazioni e su come creare e valorizzare il verde. È stato aperto un tavolo di confronto con il Comitato degli abitanti di Giambellino-Lorenteggio e le associazioni che operano sul territorio come Giambel Garden. Con un progetto che parte dal basso, dalle reali esigenze della collettività, è stato creato un percorso di viabilità ciclopedonale all’interno dei complessi abitativi ricucendo la biblioteca, il parco e il mercato, ora riaperto verso il verde con un accesso diretto, e incrementando così la qualità e la sicurezza degli spazi comuni. L’associazione dei commercianti, in consorzio con organizzazioni per il sociale quali Dynamoscopio, gestisce gli spazi del mercato unendo la funzione commerciale all’organizzazione di eventi per la collettività.

L’intervento al Giambellino è stato analizzato nel volume G124 - Renzo Piano. Diario delle periferie / 1 Giambellino, Milano 2015, curato da Carlo Piano e pubblicato da Skira, che costituisce l’esempio di una buona pratica da reiterare. È stato inoltre realizzato il video documentario Giambellino Calling da Twin Pixel Video, testimoniando quanto una parte consistente della produzione video, al pari delle inchieste giornalistiche, sia sempre più votata all’indagine documentaristica sul progetto e le politiche di governo e sociali nelle città, al fine di avvicinare il grande pubblico a tematiche apparentemente distanti ma che riguardano tutti.

«Non c’è niente da fare, la democrazia ha bisogno dei suoi spazi, dove incontrarsi. Come le piazze, i parchi, le strade, i ponti e i cortili. Spazi, ma anche edifici come scuole, musei, biblioteche e palestre. Spazi dove la gente impari a stare assieme. Anche di questo ha bisogno la democrazia», Renzo Piano.

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