Birgitta De Vos - Credits: Foto: Daniel Schäfer
Sul tavolo tra le poltrone e il divano in pelle naturale i libri auto-pubblicati da Birgitta de Vos che contengono le sue fotografie e i suoi scritti e sono prodotti in edizione limitata (birgittadevos.studio).
Il mobilio è realizzato “su misura” da materiale riciclato reperito sull’imbarcazione. Compresa la scala a spirale. - Credits: Foto: Daniel Schäfer
Sugli scaffali alcune sculture in ferro arrugginito; sopra, un patchwork realizzato cucendo insieme pezzettidi tessuto trattati con la ruggine. Tutti gli artwork della casa sono stati creati da Birgitta De Vos. - Credits: Foto: Daniel Schäfer
Storytelling

Iron Lady

«L’acqua mi dà pace, specialmente quando posso guardare l’orizzonte. E non vedere niente a parte il cielo». Gli occhi dell’artista olandese Birgitta de Vos sono limpidi come i frammenti di azzurro che sbucano tra le nuvole anche nei giorni in cui la stagione cala verso temperature invernali. In piedi, nel mezzo dell’open space dove la luce piove da tre grandi fenditure nel tetto, de Vos ha gli stessi colori dell’ambiente che la circonda e la lunga chioma argentata è soltanto di un paio di tonalità più chiara dell’abito che indossa. Ha deciso di vivere solo con l’essenziale, a parte qualche oggetto affettivo di cui non può fare a meno, e aspira a una vita senza cose. Il luogo in cui abita – un cavernoso loft quasi monocromo che è anche galleria per i suoi lavori – si trova nella pancia di una nave.

Cresciuta in un remoto villaggio olandese dove la biblioteca era «il migliore amico», Birgitta de Vos ama definirsi autodidatta, considerato che tutto quel che sa della vita lo ha imparato sul campo. Abbandonò il college diciannovenne prima di terminare gli studi perché, dice, era convinta che il mondo reale sarebbe stato più istruttivo dei professori. Fuggita a Parigi cominciò a lavorare come trend forecaster. Negli anni 90, a Bruxelles, aprì un concept store per le linee di abbigliamento che disegnava: Just B. (just be yourself/beauty comes from within) e B. Yond (maglie ricavate da vecchi capi in denim riciclati, molto prima che il tema della sostenibilità divenisse popolare). A un certo punto pensò di incanalare le energie nell’insegnamento, presso l’Accademia di Eindhoven.

Ma una dozzina di anni fa o poco più le cose sembravano non essere poi così a fuoco. Decise allora di rivolgersi a un astrologo, il quale sentenziò: «Sboccerai tardi». «Cosa? Come è possibile?», si sorprese lei. «Ho fatto un sacco di cose, già!». Lui replicò allora: «Sì, ma quelle cose non ti corrispondono».

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