Il Teatro Sociale di Como è la cornice della prima edizione della manifestazione - Credits: Lake Como Design Fair
Papier, Andrea Branzi - Credits: Lake Como Design Fair
CAMP, Ginevra Taccola, Crateria Mons - Credits: Lake Como Design Fair
CARA / DAVIDE, Territorio Dark - Credits: Lake Como Design Fair
PERFECT DOCUMENTS, La Chaise Musicale, Boris Vian - Credits: Lake Como Design Fair
Chair, Pierre Gonalons - Credits: Lake Como Design Fair
Liliana Ovalle, Open Fires at Great Design - Credits: Lake Como Design Fair
Stone Big, Alexandre Zhu - Credits: Lake Como Design Fair
Margherita Ratti, editrice di design, curatrice e ideatrice della rassegna - Credits: Lake Como Design Fair
Storytelling

Lake Como Design Fair, al via la prima edizione

Dici Como e pensi subito alle sponde del lago ricche di storia, sponde incorniciate da tutta una serie di catene montuose. Qui, a una cinquantina di chilometri da Milano, dal 20 al 23 settembre debutta un nuovo format dedicato al design da collezione, e il nome crea un nesso diretto con il territorio: Lake Como Design Fair. «L’idea della fiera nasce per continuare a parlare di design ma su una scala più ampia, e favorire la ricerca di un nuovo linguaggio sperimentale rivolto al futuro», mi spiega Margherita Ratti (ve l’avevamo già presentata qui), curatrice, editrice e ideatrice della rassegna insieme a Lorenzo Butti, direttore creativo e fotografo di base in Svizzera.

Concepita in collaborazione con l’associazione per la promozione del territorio Wonderlake Como, questa prima edizione vede la partecipazione di circa una cinquantina tra designer, artisti, ceramisti, galleristi ed editori, concentrati nelle sale del Ridotto del Teatro Sociale di via Bellini al numero 3. C’è poi l’impronta fortemente curatoriale, che è la cifra di Lake Como Design Fair: «Rispetto al concetto di fiera tradizionale, c’è la volontà di fare qualcosa di diverso. Priva della ripartizione in stand, la fiera sembra una mostra, dove tutto è in vendita», prosegue Margherita.

La fiera è suddivisa in tre macro categorie: «Ci saranno sedie, un classico del mondo della progettazione, ospitate nella sala Bianca; vasi, eclettici nella produzione e nel linguaggio estetico, negli spazi della sala Turca; e infine i paraventi, alcuni dei quali creati ad hoc per la fiera, all’interno della sala Pasta». A questi si aggiunge, presso la Sala Zodiaco, una selezione di opere su carta a cura di editori e gallerie, tra incisioni, serigrafie, disegni di architettura, grafiche e opere a tecnica mista. «È stata una scelta ispirata soprattutto dal contenitore che accoglierà le opere», precisa Margherita.

La formula della rassegna vede un dialogo aperto tra esordienti e nomi decisamente conosciuti nel panorama del design, tra gli altri Konstantin Grcic, Pierre Charpin, Michele de Lucchi, Andrea Branzi e Mario Trimarchi. «Una cosa di cui sono molto felice è la presenza di pezzi prodotti ad hoc per l’evento, siamo riusciti a instaurare una relazione tra pezzi storici e novità», aggiunge Margherita. Si potranno acquistare durante i giorni di apertura: non mancherà un catalogo con meticolose descrizioni e informazioni. «L’obiettivo è creare un vero e proprio punto di riferimento per la zona».

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