Premier Car Wash, Encino, Contea di Los Angeles, design anonimo, 1966. - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Gli interni di Chips - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Norms, West Hollywood, Los Angeles, design di Armet Davis & Newlove, 1957. - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Union 76 Gas Station, Beverly Hills, Los Angeles. design di gin wong, 1965 - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Chips, Hawthorne, contea di Los Angeles, design di Harry Harrison, 1957. - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Pann's coffee shop, Ingleswood, Los Angeles, design di Armet & Davis, 1958. - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Bob's Big Boy, Burbank, Contea di Los Angeles, design di Wayne Mcallister, 1949. - Credits: Foto: Alessandro Mitola
Storytelling

Los Angeles Vavoom

Se c’è una cosa in grado di definire Los Angeles è il suo rapporto con le automobili. Per certi versi non si sbaglia a parlare di città auto-centrica. Infinite e trafficate lingue d’asfalto la percorrono da nord a sud, da est a ovest, offrendo l’habitat ideale per questa ossessione su quattro ruote.

Più che di passione forse risulta azzeccato parlare di culto. Gli edifici in stile Googie di cui Los Angeles è punteggiata sono una preziosa testimonianza di questo legame imprescindibile con il mondo dei motori. Non è difficile imbattersi in qualche diner dai colori accesi o in un auto lavaggio sormontato da un’insegna eccentrica.

Ma partiamo dall’inizio. Di cosa parliamo quando parliamo di architettura Googie? Il movimento nasce in California sul finire degli anni 40 e si diffonde fino alla metà dei 60. Prende il nome da una caffetteria, ahimè demolita, progettata nel 1929 da John Lautner nei pressi di West Hollywood, più precisamente all’angolo tra Sunset Boulevard e Crescent Heights.

L’estetica Googie è di evidente ispirazione futuristica ed è influenzata dal mondo delle macchine, degli aerei, dei viaggi spaziali e dell’era atomica. Fast food, caffè, bowling, motel, supermarket e distributori di benzina sono progettati non tanto per integrarsi con il contesto urbano quanto per catturare a colpo d’occhio l’attenzione, richiamando avventori curiosi. La grammatica progettuale è ben definita, e prende le distanze dal rigore del modernismo. Neon, maxi scritte, font decisi e colori sgargianti, tetti spioventi e appuntiti, grandi superfici vetrate, muri in pietra, pavimenti in terrazzo abbondano in grandi quantità.

Tra gli edifici più celebri, Norms di West Hollywood si colloca nelle prime posizioni. Aperto 24 ore su 24, operativo ancora oggi secondo la formula colazione-cucina-cena, è uno dei 18 punti vendita a marchio Norms. È stato progettato nel 1957 da Eldon Davis di Armet Davis & Newlove Architects e nel 2015 è stato insignito del titolo di Patrimonio Storico e Culturale dal Consiglio Comunale di Los Angeles. A ruota lo segue la Union 76 di Beverly Hills, celebre gas station all’angolo tra Crescent Drive e Little Santa Monica Boulevard. È stata disegnata dall’architetto cinese naturalizzato statunitense Gin Wong e completata nel 1965, la si riconosce subito per via del tetto ricurvo bordato di rosso che ricorda una navicella spaziale in orbita.

Una curiosità: inizialmente era stata concepita per l’aeroporto internazionale di Los Angeles a corredo del Theme Building, la struttura a forma di disco volante, ideata dallo stesso Wong, con cui si è accolti atterrando qui. A distanza di mezzo secolo viene da chiedersi se il futuro ad alto tasso di tecnologia tanto auspicato dai sostenitori dello stile Googie, oggi che nella tecnologia siamo immersi, sia cosa buona e giusta. La risposta non è immediata, tocca ancora comprendere l’impatto che tutto questo ha sulle nostre vite.