La linea di trasporto a cinghie a tecnologia continua con le lastre in gres 90x90 cm. - Credits: Ph. Luca Rotondo
Una panoramica del reparto packaging, tutto completamente automatizzato. - Credits: Ph. Luca Rotondo
Il reparto delle materie prime nel nuovo stabilimento Marazzi Group a Sassuolo, con un’area produttiva di quasi 60 mila metri quadrati. - Credits: Ph. Luca Rotondo
A sinistra, il robot LVG per la movimentazione del materiale e, a destra, le “torri” tecnologiche per la preparazione degli impasti. I nuovi impianti sono stati pensati con attenzione alla salvaguardia dell’ambiente. - Credits: Ph. Luca Rotondo
La linea di trasporto a cinghie a tecnologia continua, con le lastre in gres 180x90 cm. In questa fabbrica si producono circa 9 milioni di metri quadrati l’anno di gres. - Credits: Ph. Luca Rotondo
Storytelling

La ceramica che scommette sull’innovazione

Non è questo il tempo per restare a guardare a bordo campo. In un contesto economico non semplice per l’Italia e per il settore della ceramica in particolare, Marazzi Group, l’azienda modenese capofila del distretto nazionale della piastrella, scommette sul nuovo. E lo fa creando una fabbrica avveniristica nata dalla fusione di due unità produttive preesistenti all’interno del sito industriale storico di Sassuolo, che sono state completamente rinnovate e ora occupano un’area di quasi 60 mila metri quadrati.

«È un investimento che si aggiunge a quelli che abbiamo già realizzato negli ultimi anni nelle altre fabbriche e completa il percorso di specializzazione 4.0 di tutti i nostri poli produttivi», spiega l’ingegner Mauro Vandini, amministratore delegato di Marazzi Group, dal 2013 passata all’interno del Gruppo Mohawk, leader mondiale del comparto flooring. «Oggi siamo una delle pochissime aziende al mondo specializzate in tutte le tipologie di prodotto ceramico, dal 10x10 alle lastre 160x320, dai rivestimenti per le pareti ai gres porcellanati tecnici e a forte spessore. Per realizzare i migliori prodotti in tutti i segmenti e rispondere o addirittura anticipare le esigenze di professionisti e consumatori, è necessario dotarsi delle migliori tecnologie disponibili e continuare a fare ricerca e sviluppo, anche sulle persone e sull’organizzazione, a maggior ragione quando il contesto è complicato».

Nella factory di Sassuolo, che impiega circa 200 dipendenti, Marazzi gestisce il processo produttivo in tutte le sue fasi: dalla miscela delle materie prime fino alla squadratura delle piastrelle e alle diverse finiture di superficie. «Questo stabilimento produrrà ogni anno circa 9 milioni di metri quadrati di gres e gli impianti sono stati progettati con grande attenzione all’ambiente, prevedendo sistemi di recupero del calore, delle acque e degli scarti di produzione e dotazioni di sicurezza all’avanguardia», puntualizza Vandini. «La fabbrica è completamente controllata attraverso il sistema informatico aziendale, ma questo non significa che, a parte le operazioni più semplici, come il trasferimento delle materie prime e delle piastrelle da un reparto all’altro, si possa parlare di produzione robotizzata: le persone nelle fabbriche di ceramica sono e saranno ancora fondamentali. Ecco perché a ogni upgrade in nuove tecnologie corrisponde anche un nuovo investimento in formazione e sviluppo delle capacità professionali».

La parola d’ordine è, oggi più che mai, innovazione: «Operando in oltre 140 Paesi come esportatori e in vari Paesi europei come produttori diretti, incontriamo mercati e situazioni diverse, sia come andamento sia come trend di consumo», conferma l’ad. «L’Italia resta un mercato in cui continuiamo a credere e a investire, sia per i volumi sia perché è in grado di apprezzare i prodotti migliori, ad alto contenuto estetico, ingegneristico e di prestazione». Proprio a Sassuolo, per esempio, nasce la collezione Sistem S, un gres effetto cemento in otto colori, formati differenti e quattro finiture di superficie tra cui l’originale Tadelakt, ispirata all’omonima tecnica murale marocchina, che unisce all’appeal cromatico e tattile altissime prestazioni tecniche. «E nei prossimi mesi», assicura Vandini, «Metteremo a punto nuovi formati per i rivestimenti sottili e il restyling dello showroom Marazzi di Milano, su progetto di Antonio Citterio e Patricia Viel. Che rappresenterà un nuovo concetto di esposizione della ceramica».

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