Un esterno dall’appeal scultoreo realizzato con Marazzi Grande Marble Look Statuario, dall’elegante effetto-marmo
Atmosfere minimal valorizzate dai giochi di luce: pareti e pavimento sono rivestiti con Marazzi Grande Concrete Look Graphite
Nel living a terra, lastre di Marazzi Grande Marble Look Raffaello Lux; mentre per l’elemento decorativo a parete, Marazzi Grande Marble Look Frappuccino
Storytelling

Marazzi: grandi formati

La creatività non ha mezze misure. Nemmeno quando si tratta di lavorare sul Dna di un oggetto quotidiano come la piastrella che, per storia e destinazione d’uso, nasce piccola. Con il mutamento dello stile dell’abitare e le richieste sempre più ambiziose dei progettisti, anche la classica mattonella è stata sottoposta a un processo di revisione. E in pole position fra i promotori di questa rivoluzione estetica e tecnologica c’è Marazzi, l’azienda fondata nel 1935 a Sassuolo, in provincia di Modena, oggi punta di diamante nel settore internazionale della ceramica. Con la collezione Grande, Marazzi ha messo sul mercato una lastra in gres porcellanato di grande formato (120x120 e 120x240 cm), che ricalca le texture dei più diversi materiali naturali. E che una volta di più conferma l’attitudine della factory modenese a sviluppare nuovi prodotti sempre più evoluti in termini di tecnologia, appeal decorativo ed eco-sostenibilità.

«La collezione Grande è nata per intensificare il dialogo di Marazzi con architetti e designer, che sono quotidianamente alla ricerca di materiali duttili e versatili, sia in ambito contract che residenziale», spiega Leonardo Tavani, VP Marketing di Marazzi Group. «Le grandi lastre riescono a rivestire qualsiasi tipo di superficie piana orizzontale e verticale, indoor e outdoor, con la possibilità di essere anche sagomate a ‘misura’, senza interruzioni di continuità. Hanno le stesse qualità di resistenza e durabilità del gres porcellanato tradizionale, ma lo spessore di 6 mm le rende più leggere e lavorabili, per esempio, dei materiali di cava delle stesse dimensioni».

Nel 2013 l’ingresso di Marazzi nel Gruppo Mohawk, leader mondiale del comparto flooring, ha dato una forte spinta alla sperimentazione sul prodotto: nel 2017 la ceramica ha registrato per il Gruppo una crescita del 7% a livello globale, e Marazzi è in larga parte artefice di questo succes- so. In effetti, «Grande nasce in Italia in uno degli stabilimenti del gruppo in cui è installata la miglior tecnologia oggi disponibile per la produzione delle lastre extra large: è una linea “più che continua” che garantisce prestazioni eccellenti in termini di flessibilità, produttività e valore estetico della lastra», precisa Tavani. «L’utilizzo della tecnica ink jet, poi, permette di realizzare motivi ricchi di dettagli e sfumature, fino al disegno più complesso e minuzioso. Le nuove tecnologie digitali consentono di riprodurre qualsiasi grafica senza contatto diretto, proprio come avviene per la stampa di carta e tessuti». Così si possono ricreare marmi dalle venature perfette, pietre leggere o fortemente caratterizzate, essenze lignee e cementi più o meno vissuti, e anche superfici inedite per il design d’interni, l’outdoor o l’arredo urbano. Ne è un esempio la collezione Grand Carpet, nata in collaborazione con lo studio Citterio-Viel sul progetto “site specific” Augmented Surface (realizzato per il Cortile della Farmacia dell’Università Statale in occasione della Milano Design Week 2017): una vera e propria celebrazione delle incredibili prestazioni del gres porcellanato che, secondo Patricia Viel, «è facile da manipolare e creativo nelle finiture di superficie come nessun altro materiale ingegnerizzato».

Da quell’esperienza è stato poi industrializzato Grand Carpet, sei diversi moduli, sempre in gres, in cui migliaia di piccoli pixel creano un unico grande disegno effetto-tappeto, ripetibile all’infinito. Durante la Milano Design Week 2018, la linea Grande è stata proposta in dimensioni ancora maggiori (160x320 in 6 mm e 162x324 nello spessore 12 mm), in texture cangianti, in colori saturi e in nuovi marmi rari. E la storia non è ancora finita. «Il contract è un ambito che può offrire molte possibilità di applicazione», prosegue Tavani. «Al tempo stesso, però, anche nel residenziale il grande formato è funzionale per coprire in modo uniforme pareti a misura di bagni o cucine o per creare un pavimento, con una drastica riduzione delle fughe». Ma Grande si presta anche a personalizzare tavoli, top cucina, porte scorrevoli, soffitti, quinte e pareti retroilluminate. E, a sorpresa, è sbarcata anche in ambienti dove la ceramica fino a ieri sembrava quasi fuori luogo: come gli interni degli yacht.

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