Mette Hay
Storytelling

Le piccole idee utili di Mette Hay

Quando ha fondato Hay insieme al marito Rolf aveva solo 23 anni. Mette Hay è cresciuta insieme al marchio che porta il suo nome: “è stata una sorta di educazione per me”, ha detto. E dal 2002 a oggi, il brand è cresciuto tanto da diventare uno dei simboli del design scandinavo a prezzi sostenibili. Un'evoluzione che si è nutrita di intuizioni – come quella di ripensare i piccoli oggetti che costellano il nostro quotidiano – e di collaborazioni con designer dalla fama internazionale (Ronan ed Erward Boroullec, giusto per fare qualche nome), ma anche con artisti e progettisti emergenti, che hanno contribuito a dare forma all'identità di Hay. Un brand giovane che offre piccole idee utili da portare nella propria quotidianità, accessibili anche ai portafogli più leggeri.

Ultima novità del brand è Kitchen Market, una collezione di utensili per la cucina – taglieri, pentole, piatti, tazze, posate, spugnette - sviluppata in collaborazione con lo chef danese Frederik Bille Brahe. Presentata al MoMA Design Store di New York, la linea di accessori è arrivata ora Milano – presso gli store Design Republic - per poi approdare a Oslo, Parigi, Londra e Copenhagen. Abbiamo incontrato Mette Hay nel negozio Design Republic di Piazza Tricolore in occasione della presentazione della collezione.

Com'è nata l'idea di Kitchen Market?

Circa quattro anni fa abbiamo presentato alla Design Week milanese una sorta di mini-market, un temporary shop che portava la nostra visione del design a Milano. Era un sistema di mensole in cui trovare piccoli oggetti che si inserivano in un astuccio. L'abbiamo replicato a Londra, Parigi e New York, ma è di nuovo a Milano che abbiamo pensato di crearne una versione alternativa, tutta legata alla cucina. Due anni fa esponevamo alla Pelota e abbiamo chiesto allo chef Frederik Bille Brahe di realizzare il concept di un bar che offrisse ricette e snack danesi. È stato un esperimento molto riuscito: nel cortile dietro allo spazio, abbiamo installato un bar con i pezzi outdoor della linea Palissade dei fratelli Bouroullec. Dopo questa esperienza ho chiesto a Frederik di collaborare con noi per la creazione di una collezione di accessori per la cucina, una linea di utensili indispensabili. Ci piaceva l'idea di creare mercatino che ruotasse attorno alla cucina. Abbiamo viaggiato in lungo e in largo per trovare i materiali giusti. Hay Kitchen Market ha preso ispirazione dalle tradizioni culinarie di tutto il mondo.

C'è anche molto delle tradizioni culinarie italiane...

Sì, abbiamo voluto inserire oggetti che rimandano alla cultura italiana e che si possono trovare, ad esempio, nei vecchi hotel. Come le coppette per il gelato o le saliere. Accessori dal design semplice, che riportano alla mente l'infanzia o momenti trascorsi in famiglia e con gli amici. Per me è molto importante chiamare le cose con il proprio nome, ma ovviamente tutto viene ripensato dai nostri designer. Come nel caso di George Sowden che ha progettato una teiera utilizzabile anche per il caffè, oppure dello studio svizzero BIG-GAME, che ha disegnato le posate in acciaio inossidabile. Volevo che non avessero un prezzo eccessivo, che fossero accessibili a chiunque. Per noi è fondamentale che Hay sia considerato un brand per tutti.

Pensi che il nostro modo di vivere la cucina e di cucinare sia cambiato da quando hai fondato Hay?

Credo che col passare degli anni e delle generazioni le nostre cucine si arricchiscano di contaminazioni provenienti dai viaggi e dall'incontro con culture diverse. Con Kitchen Market abbiamo voluto rendere omaggio a tutti quei piccoli oggetti che fanno parte della nostra vita quotidiana - la borsa per fare la spesa, il tagliere, le spugnette, lo spremiagrumi - pensando alle varie culture con cui siamo entrati in contatto. A rendere però una casa veramente tale è l'amore con cui facciamo le cose. Un amore che parte anche dagli oggetti. Quanto è diverso servire la pasta in una ciotola carina piuttosto che direttamente dalla pentola?

E come si coniuga estetica e funzionalità secondo Hay?

Sette anni fa abbiamo inserito nella nostra collezione gli strofinacci disegnati da Scholten & Baijings. Ai tempi, abbiamo appoggiato l'idea di realizzarli nei colori fluo, perché volevamo far passare il messaggio che nessun designer, fino a quel momento, aveva ancora progettato dei semplici strofinacci. Oggi ci focalizziamo sempre più sulla qualità dei materiali e sulla funzione originaria delle cose. Una coperta dovrà sempre essere prima di tutto calda e morbida!

Cosa non dovrebbe mai mancare in cucina?

Un tagliere. Lo uso per il pane, la frutta e la verdura, ma anche per servire. Nel nostro Kitchen Market è possibile trovarne di varie tonalità, una per diverso utilizzo.

L'allestimento di Simple Flair della collezione Kitchen Market presso lo store Design Republic di Piazza Tricolore a Milano - Credits: Foto: Daniele Fragale
L'allestimento di Simple Flair della collezione Kitchen Market presso lo store Design Republic di Piazza Tricolore a Milano - Credits: Foto: Daniele Fragale
L'allestimento di Simple Flair della collezione Kitchen Market presso lo store Design Republic di Piazza Tricolore a Milano - Credits: Foto: Daniele Fragale
Hay Kitchen Market - tazza
Hay Kitchen Market - Blue Lid Carafe
Hay Kitchen Market - Cat Sponge
Hay Kitchen Market - Coffee Pot
Hay Kitchen Market - Dessert Glass
Hay Kitchen Market - Italian Ice Cup
Hay Kitchen Market - Italian Napkin Holder
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