Negozio Barraja
Storytelling

Modernismo a Palermo

Non sono soltanto i palazzi, le chiese e gli altri monumenti plurisecolari a fare di Palermo un gioiello architettonico indiscusso: abbiamo visitato alcuni sorprendenti spazi modernisti progettati nel XX secolo.

Dalla fantasia futurista del Palazzo delle Poste alle gemme nascoste di celebri maestri italiani, Palermo custodisce storie segrete di un elegante virtuosismo, ulteriore esempio dell’infinita creatività dell’architettura e del design italiani.

Banca Intesa Sanpaolo, BBPR, 1962. Lo studio milanese BBPR ha realizzato diversi progetti a Palermo, tra cui la sede della banca Intesa Sanpaolo. Una griglia monolitica di pannelli di calcestruzzo crea una facciata astratta, carattere tipico dei progetti proposti da BBPR all’epoca. La parte più sensazionale dell’edificio è la scala a spirale in calcestruzzo, con ringhiera dalle sbarre di metallo ritorto e corrimano in legno. La parete della tromba delle scale è decorata da un murale di ceramica a motivi vegetali, opera di Renato Guttuso, che ha disegnato anche la vetrata nel salone principale della banca.
Negozio Barraja, Melchiorre Bega, 1958. A Palermo, un interno modernista pressoché intatto è quello progettato da Melchiorre Bega per la gioielleria della famiglia Barraja, attiva dal 1710. Nel 1958, Salvatore e Mario Barraja commissionarono a Bega il design del loro negozio. Le strutture su misura per le esposizioni in vetrina e gli arredi sono esempi originalissimi del modernismo italiano degli anni 50, quando materiali di lusso e forme raffinatissime venivano proposte anche da Osvaldo Borsani, Paolo Buffa e Guglielmo Ulrich.
Grattacielo Ina Assitalia, Carlo Broggi, 1952-1955Tra i più significativi edifici modernisti di Palermo, il grattacielo Ina Assitalia con struttura a 18 piani è stato progettato dall’architetto Carlo Broggi, nello stesso periodo in cui contribuiva alla progettazione della sede delle Nazioni Unite a Ginevra. L’imponente atrio alto due piani è fiancheggiato da scale ricurve a mosaico. I mobili, le maniglie delle porte e persino gli adesivi con il logo all’ingresso sono originali.
Palazzo delle Poste, Angiolo Mazzoni, Benedetta Cappa, 1929-1934Negli anni 30, l’architetto Angiolo Mazzoni ha progettato in Italia decine di opere, soprattutto edifici pubblici. È uno dei controversi rappresentanti del Razionalismo italiano, che aveva stretti rapporti con Benito Mussolini e la sua propaganda. Dietro la facciata monumentale del Palazzo delle Poste, Mazzoni ha creato una sala riunioni rivestita di marmo dai colori brillanti. Il grande tavolo centrale e le sedie placcate in rame sono combinati con uno stupendo lampadario e con i grandi affreschi della pittrice Benedetta Cappa, nello stile dell’aeropittura tipico della seconda generazione dei futuristi.
Palazzo Abatellis, Carlo Scarpa, 1953-1954. Nel 1952, a Carlo Scarpa fu affidata la ricostruzione di Palazzo Abatellis, bombardato nel 1943, in vista della sua trasformazione in museo d’arte. Costruito nello stile gotico-catalano del XV secolo, il palazzo era la residenza di Francesco Abatellis, maestro portolano del regno di Sicilia. L’architetto veneziano ha messo in risalto le qualità storiche dell’edificio, come nel caso di altri grandi musei da lui ristrutturati, tra cui il Museo Correr di Venezia e il Museo Castelvecchio di Verona. Le opere d’arte sono collocate su delicati supporti di metallo e incorniciate da colorati pannelli rettangolari.