For Every Future Athlete - Milano
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Studio Testo - Credits: courtesy of Alex Olgiati
Storytelling

A Milano, l’installazione di Nike rivisita il concetto di spogliatoio

Luogo funzionale per eccellenza, lo spogliatoio è uno spazio spesso anonimo e impersonale. A ribaltare la sua immagine è l'installazione For Every Future Athlete di Nike, in scena fino al 13 luglio all'interno della White Room del concept store milanese Antonioli.

Progettato da Studio Testo, realtà milanese fondata nel 2015 da Giulia Dolci e Giulia Fauro Alessi, lo spogliatoio è stato pensato per diventare un camerino di prova, una sorta di Wunderkammer in cui immergersi nel mondo Nike. Al suo interno, appesi come se fossero opere d'arte, si trovano i capi delle nuove collezioni realizzate in occasione dei mondiali di calcio femminile in collaborazione con Yoon Ahn, Christelle Kocher, Erin Magee e Marine Serre. Un progetto che vuole ribadire il ruolo chiave dello spogliatoio nella pratica dello sport. È qui, d'altronde, che nasce lo spirito di squadra.

Abbiamo chiesto a Giulia Dolci e Giulia Fauro Alessi di Studio Testo di raccontarci il concept della loro installazione, curata da Circular.

Com'è nata questa collaborazione con Nike?
Siamo state coinvolte dall'agenzia creativa Circular, curatrice del lancio della collezione For Every Future Athlete per Nike, che ci ha contattate per dare una nostra personale lettura alla vetrina della White Room del negozio Antonioli di via Paoli. La possibilità di lavorare per questo allestimento ci ha entusiasmate fin da subito, vista la squadra tutta al femminile coinvolta nel progetto.

Qual è l'idea alla base del vostro progetto?
La nostra proposta è stata quella di decontestualizzare i capi elevandoli a oggetti d’arte, attraverso un intervento in vetrina concepito come un'installazione che ha preso effettivamente forma solo durante il montaggio. Ci ha sicuramente ispirato il processo creativo delle quattro fashion designer coinvolte, che hanno scardinato il concetto usuale di divisa da calcio rendendola più ricercata ed accattivante. Il focus della nostra installazione vuole essere il colore, la resistenza delle fibre e i giochi di tensione degli abiti. Abbiamo scelto di mantenere il layout quanto più neutro, per enfatizzare le cromie delle jersey dei quattro kit creati da Yoon Ahn, Christelle Kocher, Erin Magee e Marine Serre con Nike. Abbiamo voluto astrarre il concetto di display, allontanandoci a livello compositivo dai canonici layout del fashion retail.

In cosa consiste l'installazione?
La vetrina ospita una struttura in acciaio a sviluppo verticale, sulla quale i capi sono appoggiati in modo naturale - pur mantenendo una loro geometria - e interagiscono con pvc leggeri e corde. Il nostro intento è stato quello di creare un gioco di sovrapposizioni, una sorta di assemblage materico che potesse dialogare con l’ambiente interno studiato per il lancio della collezione. Il set-up è completato da un elemento circolare che richiama il concetto di pallone da calcio e un inserto di rete a maglia larga.

I vostri progetti intrecciano spesso arte e design. In che modo For Every Future Athlete rispecchia il vostro approccio progettuale?
Solitamente, per la preparazione dei nostri set, partiamo da una ricerca visiva e concettuale che ha come principale fonte il mondo dell’arte contemporanea. La successiva selezione dei materiali è fondamentale, perché spesso ci porta a percorrere strade inaspettate ed è un ulteriore bacino di idee e suggestioni. Un aspetto caratterizzante del nostro approccio è infatti il recupero e la decontestualizzazione di materiali poveri o legati alla quotidianità, che vengono nobilitati una volta inseriti nel set. Attraverso i nostri allestimenti ci piace trasmettere un’idea di “tempo sospeso”, di calma e di essenzialità.

Quali sono state le sfide del progetto?
Inizialmente, è stato sfidante concepire una struttura che ospitasse i capi più rappresentativi delle quattro capsule in uno spazio dalla profondità ridotta come quello della vetrina della White Room. Inoltre, era inedito per noi lavorare con capi sportivi, con volumi diversi rispetto agli abiti che abbiamo trattato in passato nei nostri progetti di still life. Tutto ciò ci ha permesso però di creare un set essenziale, nel quale i capi si mostrano con la loro cadenza naturale, la loro materia, sotto una luce più intima.