Storytelling

Nina Masó, “editrice di oggetti”

Tempi strani, questi di Coronavirus. Surreali. Che costringono ciascuno di noi a misurarsi con situazioni insolite, inimmaginabili fino a pochi mesi fa, almeno nella nostra parte di cielo. È una bolla, che si frantumerà in un nugolo di goccioline impalpabili, ma che intanto tiene tutti sospesi. E non solo con il fiato. 

Però andiamo avanti. Per questo ICON DESIGN ha deciso di dar voce a donne in qualche modo impegnate nel cambiare la realtà in cui vivono e quella degli altri: donne che fanno, attive, intraprendenti, coraggiose. Negli ambiti più diversi, ma proprio per questo più interessanti e sorprendenti. Non un discorso meramente femminista, piuttosto un racconto di belle storie, fatto di colori e colpi di scena. Per guardare a un futuro migliore.

Oggi è il turno di Nina Masó.

Il primo indizio per capire Nina Masó, interior designer di Barcellona e cofondatrice nel 1985 del marchio Santa & Cole con Jevier Nieto Santa e Gabriel Ordeig Cole, è la sua definizione del brand: «Santa & Cole è una “casa editrice” di Barcellona, ​​in Spagna». Perché Santa & Cole “pubblica” mobili e prodotti per l'illuminazione, non li produce. «Gli editori hanno editori, vendono libri, selezionano gli autori», ha dichiarato in un’intervista a indesignlive.sg. «È lo stesso per noi, ma per il design. Scegliamo il prodotto, o nel caso in cui avessimo bisogno di un prodotto particolare, scegliamo il designer adatto. E siamo aperti a realizzare molti prodotti diversi, con molti materiali diversi».

Come descriveresti il ​​tuo lavoro?
Mi piace dire che il mio lavoro è un mix di emozione e passione. Credo che questa citazione di Giulio Eunaudi sintetizzi i miei pensieri su questo argomento: «L’editing è necessariamente un mestiere umile che rende omaggio al talento creativo degli autori e dei loro oggetti». Durante il processo di selezione dei prodotti da includere nel nostro catalogo, è quello il momento in cui mi sento davvero realizzata, quando sento che sto costruendo il rapporto tra autore, “editore” e oggetto. Per “editing” intendo preparare il lavoro di qualcuno perché sia accessibile al pubblico, intendo adattare un oggetto perché diventi disponibile a tutti. Ciò che un editore di libri fa con le storie, noi lo facciamo con gli oggetti. È una scelta quotidiana: 'sì' a questo e 'no' a quello. Sulla base di un processo di riflessione, selezioniamo, produciamo, proteggiamo e distribuiamo mobili e prodotti per l'illuminazione che siamo lieti di accogliere nella famiglia Santa & Cole. Articoli con cui convivere in casa, in un hotel o sul posto di lavoro.

Quando hai capito che stavi facendo la differenza?
Il mio scopo nella vita e nel lavoro è sempre stato, soprattutto, rimanere fedele a me stesso. Ciò implica che tutto ciò che faccio, o ogni progetto a cui prendo parte, mi commuove davvero. In qualche modo, come azienda, abbiamo fatto una dichiarazione d’intenti in questo senso. Sono convinta che la grandezza di un editore non risieda nella potenza della sua orgnizzazione aziendale, ma nella qualità del suo catalogo. Per un periodo di trentacinque anni, più di ottanta creatori hanno contribuito a una ricca collezione di prodotti provenienti da contesti molto diversi, da designer famosi come Miguel Milá o Ilmari Tapiovaara. Il nostro focus non è il mercato attuale, ma quello futuro; non Barcellona, ​​ma il mondo; non moda, ma storia.

Come immagini il futuro del tuo lavoro?
Sono fermamente decisa a continuare a lavorare come ho fatto in questi anni, condividendo la passione con persone giovani e di talento. Qundo penso al futuro, tendo a fantasticare su un mondo meno egoista e equo in cui i confini sono sfocati. Dove tutti potremmo imparare dalle reciproche “regole culturali” e trarne vantaggio. Dove, dal nostro piccolo, ristretto mondo fatto di oggetti, potremo dare vita a prodotti straordinari o essenziali che, si spera, avranno la capacità di migliorare la nostra vita quotidiana.