Sedia Telar di Lina Obregón, presentata quest’anno con una gamma più ampia di elementi di seduta, è stata premiata con il Red Dot Award 2020. Sullo sfondo, nuova lavorazione di corda Rope, a formare una rete flessibile.
Poltrona Hammock di Rene Gonzalez Architects, novità 2020, in rete Rope. Sullo sfondo, tappeto Cosmo di CRS Paola Lenti.
Divano Atollo Next, tavolini Giro e pouf Otto, design Francesco Rota per Paola Lenti.
Poltrone e pouf Otto di Francesco Rota, e tappeto Cosmo di CRS Paola Lenti, realizzato a mano su misura; tutto in corda Rope.
Tessuti e materiali di rivestimento esclusivi, studiati appositamente per l’uso in ambienti outdoor. - Credits: Tessuti e materiali di rivestimento esclusivi, studiati appositamente per l’uso in ambienti outdoor.
Storytelling

Paola Lenti e l’arte dell’intreccio

Due sorelle scrivono la storia di Paola Lenti. Lei ha dato avvio all’attività nel 1994; nel 2000 Anna l’ha affiancata. Quanto questo sodalizio ha rappresentato un valore aggiunto nella creazione e gestione dell’azienda?
Quando ho iniziato ero giovane e inesperta. Alle spalle, un diploma alla Scuola Politecnica di Design di Milano, lavori nel campo della grafica... Ma io puntavo al meglio. Volevo tracciare un percorso personale, contando sulla mia curiosità e caparbietà. All’epoca gli arredi da esterno erano in metallo e plastica, scomodi, con linee severe e in poche varianti di colore. Io li immaginavo invece accattivanti, personalizzabili, preziosi nei dettagli manuali; presenze in dialogo con l’architettura. Così ho creduto nella forza delle mie idee, ho studiato molto, portando rispetto per questo lavoro, sperimentando e accogliendo i problemi. L’arrivo di Anna però ha trasformato una piccola attività in un’impresa industriale. Lei ha dato una rotta precisa all’azienda e mi ha permesso di dedicare tutto il tempo alla creatività. La nostra è un’unione essenziale: valutiamo ogni cosa da due punti di vista; per questo riusciamo sempre a andare in una direzione corretta.

E quale ruolo ha avuto Milano in questo racconto?
Non avrei potuto fare questo lavoro altrove. Siamo piemontesi ma abbiamo trovato in Brianza le persone che hanno saputo dar forma ai nostri progetti con rara abilità e dedizione, rendendo il connubio di sartorialità e innovazione un tratto distintivo dell’azienda. E poi Milano: crocevia di culture; macchina economica attiva e generosa di possibilità, tesa costantemente al futuro.

Siete pronti a aprire il vostro primo showroom milanese.
Non solo spazio espositivo, ma un punto d’incontro e scambio, aperto anche a mostre e manifestazioni. Il progetto avrà – ovviamente – un grande giardino: una nuova area verde cittadina, interpretata dal paesaggista Paolo Pejrone, che dialogherà con il quartiere.

Sarà un’occasione per rendere ancor più visibile la concezione di spazio abitativo e gli elementi essenziali del vostro design, in primis l’uso attento del tessuto.
In Paola Lenti due attività convivono: una si occupa della materia prima, l’altra realizza prodotti d’arredo. I nostri tessuti e materiali rivestono le collezioni e ne diventano parte integrante poiché sono i filati lavorati a mano, declinati in centinaia di colori, a definire i dettagli unici di ogni progetto, come nell’alta moda. Rope, nato dal ricordo delle vacanze in barca da bambine, è stato il nostro primo filato, quello che ha rivoluzionato l’immagine del tessuto da esterno. Da lì, molti altri. Le lavorazioni artigianali, come l’intreccio, sono una fonte inesauribile di ispirazione, e di ricchezza.

Il colore: altra peculiarità della vostra ricerca stilistica.
Il senso del colore è un dono, un’intuizione. Abbiamo nel tempo messo a punto un alfabeto cromatico ampio e esclusivo, che impieghiamo nelle diverse componenti dello spazio outdoor e anche indoor – dalle sedute alle quinte mobili, alle strutture ombreggianti – per esprimerne l’anima e suscitare in chi li usa le sensazioni più piacevoli. Colore come materiale architettonico, quindi: e come strumento di personalizzazione.

Un’intuizione... Dove coglie le migliori?
La natura ne è una fonte preziosa: basta saperla ascoltare. Questo rispetto guida il nostro modo di fare design, che predilige materiali riciclabili, non nocivi, di origine naturale o industriale ma non animale, e li impiega in prodotti dalle componenti ridotte e facilmente separabili, per un recupero immediato e sicuro. La scelta di produrre oggetti longevi e dalle prestazioni ecosostenibili è oggi un dovere morale per il design.

Andranno in questa direzione anche le novità 2020?
Oltre a ampliare alcune collezioni iconiche, presenteremo nuove lavorazioni di Twiggy, un filato monomaterico, ecocompatibile, resistente e durevole. Per ottenerlo è stato necessario costruire un impianto dedicato.

Sarete sponsor della prossima Biennale di Architettura. Come interpreta il tema How will we live together?
La recente attualità ha messo ancor più in luce l’esigenza dell’uomo di comunità, di dialogo e di prossimità con la natura. Sarà compito anche del design annullare le barriere e incoraggiare un pensiero flessibile, che coniughi le tante visioni dell’abitare lo spazio. Per una più consapevole e pacifica convivenza su questo pianeta.

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Dal numero di aprile/maggio di ICON DESIGN.