L'artista Paolo Gonzato - Credits: Ph. Simon
Storytelling

Paolo Gonzato: in equilibrio tra arte e design

Paolo Gonzato, classe 1975, è uno dei artisti più poliedrici ed interessanti sulla scena dell’arte contemporanea.

La sua ricerca, in continua evoluzione, spazia dal design all’arte e alla moda che si fondono in un dialogo costante e senza sosta.

Convinto sostenitore delle interdisciplinarità delle arti, il lavoro di Paolo Gonzato è un mash-up di elementi, modalità, possibilità, dove nulla è assoluto e la creatività può essere evasa in mille modi possibili.

Il famoso pattern a rombi, cifra stilistica dell'artista, è la figura modulare archetipa su cui costruire un intero immaginario.  

Paolo Gonzato ha ideato a Brescia con la galleria d’arte A Palazzo, Lollipop Up, un design & art store unico in Italia, che ospita e propone in vendita edizioni d’arte e oggetti di design in tiratura limitata e che si trasforma di volta in volta dando vita a progetti, allestimenti e installazioni sempre diversi.

In questa breve intervista, ci racconta dove nasce il suo amore per il design e in quale direzione si sta muovendo la sua ricerca

Sei un artista visivo molto conosciuto, eppure hai sempre mostrato un forte interesse per il design. Da dove nasce questa scelta?

Il mio lavoro ha molti riferimenti esterni all'arte, è un collage di tanti pezzi come la musica, la moda, la scrittura. Uno di questi, uno dei più stimolanti, è il design.

La mia serie OUT OF STOCK cominciata nel 2004 si articola su di una griglia di rombi, un infinito abito di Arlecchino patologicamente malinconico che ammanta progetti di arte "estesa" in tante direzioni, dall'alta profumeria come con CREED, alla produzione industriale, alle edizioni limitate come per SPAZIO PONTACCIO. I riferimenti  immediati sono tanti da Gio Ponti a Munari, da Alessandro Mendini a Sottsass e Menphis.

Il limite col sapere si sposta sempre più in là, ora mi interessa molto il design degli anni Ottanta.

La storia del design, esattamente come la storia dell’arte, ha i suoi simboli e le sue icone. C’è un oggetto che ha, almeno all’inizio, influenzato la tua ricerca e, se sì, in quale modo?

Wink di Toshiyuki Kita per CASSINA del 1980: mi ha sempre sorpreso quanto potesse essere un oggetto cangiante, mutevole, mai uguale, capace di muoversi come un corpo, di evocare animali e immagini popolari, di  cambiare vestito a piacimento del proprietario con infinite soluzioni di materiali e colori. Una specie di progetto aperto, ancora contemporaneo in cui ritrovo molti dei miei modi di comportamento lavorativo e personale.

Quali sono gli elementi-chiave intorno ai quali si muove la tua ricerca?

Un senso di incompiuto, di non finito//infinito: i miei presupposti sono nell'arte ma debordano su tutto, mi interessa poco che un oggetto debba essere sempre uguale a stesso o ripetibile, il vero lusso è l'eccezione, il difetto controllato, il fatto che un segno abbia qualcosa di più di se stesso. 

Mi interessano moltissimo i materiali significanti che raccontano di per sé una storia, mi piace mischiarli, preziosi e basici, durevoli e passeggeri, che non siano mai sacri o del tutto risolti.

OUT OF STOCK, 2016, WALL PAINTING. Intervento Sede THE BOX // studio Colmanni-Minerva e SPOTTI MILANO. - Credits: ph. Lorenzo Carone
MARSHMALLOW, 2014, gesso e cemento.
PLUS, 2010, finalista del premio MOROSO.
RENAULT TWEEZY costumizzata da Paolo Gonzato, 2012
MYSP, 2015, Spazio Pontaccio, Milano.
MARSELL SS16 CAPSULE COLLECTION ‘’ SOGNI E MIRAGGI’’, sovrascarpe in legno laccato.
Lollipop, Design & Art Edition Store curato da Paolo Gonzato, APALAZZOGALLERY, Brescia.
Lollipop, Design & Art Edition Store curato da Paolo Gonzato, APALAZZOGALLERY, Brescia - interni
MARIOS Cocoon collection SS16
MARIOS Cocoon collection SS16
Paolo Gonzato, Out of Stock Atelier Les Copains, Milano. Courtesy of Gloria Maria Gallery - Credits: Ph. Dennison Bertram

Cosa rende, a tuo avviso, un progetto un successo commerciale?

Non mi interessa il successo commerciale. Sui social ho visto un’immagine in cui su un camion che vendeva frutta in strada c'era la scritta "non c'è sconfitta nel cuore di chi lotta". Non so se sia una frase famosa, ma contempla un'idea romantica di fallimento che mi piace molto. Il successo commerciale spesso prevede la rinuncia all'essere speciale, comprende un orizzontalità e un abbassamento di obiettivi di cui probabilmente non sono capace.

Un’ultima curiosità: entriamo idealmente nella tua casa o nel tuo studio, quali sono gli oggetti di design che ti accompagnano nella tua vita quotidiana?

Quasi tutti gli oggetti della mia casa cambiano spesso, perché essendo la mia casa anche il mio studio, è per sua natura mutevole con cose che vanno e cose che vengono, alcune più stabili, come le chair one 4 star di Kostantin Grcic di colore azzurro, un’edizione speciale o il tavolo e le sedie Locus Solus di Gae Aulenti per Poltronova del 1964 o la lampada Patroclo realizzata per Artemide, nel 1975, il mio anno di nascita. 

Accanto al mio letto c'è una sedia pezzo unico di Martino Gamper costruita coi pezzi di THONET e un grande vaso, anch’esso pezzo unico, dei Formafantasma su una ceramica di Alessandro Mendini una maschera di cartone dai rimandi africani dal titolo Venerdi 13. L'ultimo pezzo arrivato è KUMO,una lampada di Kazuide Takahama per Sirrah, ormai fuori produzione.

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