Philippe Starck - Credits: courtesy of Cassina
La collezione di sedute e tavolini Fenc-e Nature di Philippe Starck, parte della prima linea per esterni presentata da Cassina all’inizio del 2020: The Cassina Perspective Goes Outdoor.
Storytelling

Philippe Starck: “la natura è geniale così com’è”

Quando pensavamo di sapere ormai tutto su Philippe Starck – dall’uso pionieristico della plastica nella progettazione al suo amore per il mare – il designer francese torna a stupirci, raccontando del suo interesse per l’ecologia nato mezzo secolo fa. Un’intuizione arrivata in epoca non sospetta che ha sempre accompagnato il suo lavoro, e negli ultimi tempi si è caricata di nuovi significati.

Monsieur Starck, parliamo di natura, di vita all’aperto. Cos’è per lei la sostenibilità?
A 16 anni, a Formentera, ho incontrato un americano ecologista. Lui mi ha spiegato, e ho capito prima degli altri che questa era l’avanguardia. Ho letto libri di ecologia politica e da quel momento per me questa è stata sempre un’evidenza. Adesso esiste anche la necessità di pensare a un commercio sostenibile, di investire e guadagnare con questo. Eppure io penso che la vera domanda non sia come possiamo ottenere una crescita positiva, ma piuttosto riguardi la creazione di una società decrescente dal punto di vista di consumi e sprechi. Siamo dei produttori, siamo dei visionari, ma come possiamo continuare a esserlo?

Sembra a suo agio al di fuori della comfort zone.
Sono un esploratore, ho passato la vita a uscire dal mio territorio di comfort. Ho disegnato di tutto: oggetti, hotel, yacht, nell’ultimo anno mi sono occupato anche di landscape design. Eppure confrontarmi con l’arredo da esterni mi ha messo in imbarazzo perché è un settore che ha sviluppato uno stile preciso, sembra tutto uguale. Ma se cerchiamo un’armonia con la natura dobbiamo per forza lavorare con elementi differenti.

Questa è l’idea alla base della collezione Fenc-e Nature?
Quando Cassina mi ha chiesto di pensare a una collezione outdoor, mi sono ripromesso di rispettare la natura e quindi di essere umile, cortese e discreto. Niente stile eccessivo, nessun disegno incredibile. Non c’è bisogno di mostrare la grandezza umana, la natura è geniale così com’è. Per progettare, il mio parametro è stato cercare quello di cui c’è bisogno: la struttura in alluminio per dare solidità, la possibilità di cambiare posizione, il piacere della materia dove si appoggia il corpo umano. Quando ero giovane, a Formentera, nella mia casa non c’era l’elettricità e nemmeno mobili. Io andavo in spiaggia e prendevo le alghe per imbottire i cuscini, recuperavo assi di legno per costruire il divano. Ho guardato a quello che è disponibile in natura: corde e liane da intrecciare, arbusti da intagliare. Sono gesti simili al ready-made di Marcel Duchamp, ma totalmente rilassati. Amo l’idea che tra molti anni, per riparare eventuali danni, basterà guardarsi attorno e raccogliere materiali naturali. Credo che la mia ricerca sia stata rispettosa. Fenc-e Nature è una collezione che ha una sola pretesa: avere la naturale eleganza della natura.

Lei ha detto spesso che vorrebbe rendere il mondo un posto migliore. E la musica fa parte della sua vita e della sua creatività così come la vita all’aperto. Vuole consigliarci qualcosa da ascoltare?
La musica è una faccenda molto personale. Ho un approccio scientifico, ascolto cose diverse a seconda del grado di concentrazione che voglio raggiungere oppure per puro piacere. Dopo tutti questi anni, posso dire che la migliore musica per creare è quella di Brian Eno, perché è elegante, discreta eppure ricca. Dopo 40 anni di ascolto non mi ha ancora stancato.

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Articolo pubblicato sul numero di marzo di ICON DESIGN