Ivano Atzori & Kyre Chenven inside future Pretziada headquarter - Credits: © Cris Blaze
Storytelling

Pretziada: un progetto per ridare lustro all’artigianato sardo

Nato per ridare all’artigianato sardo il lustro che merita, Pretziada è in realtà un progetto più profondo, di rottura, che stravolge alcune prospettive e che rimette in gioco gli equilibri del sapere manuale dell’isola.

Non stupisce quindi che dietro si celi Ivano Atzori con la compagna Kyre Chenven.

Per sanare un genuino desiderio di curiosità abbiamo deciso di chiedergli di più a riguardo.

Ciao Ivano, sono rimasto al tuo libro "Acts of Vandalism and Stories of Love" uscito per Damiani ed alla performance alla Galleria Patricia Armocida. Cos’è successo nel frattempo?

Beh, dal libro ad oggi ne sono successe di cose. Un matrimonio di 10 anni, 2 figli, alcuni traslochi intercontinentali e alcuni capelli bianchi in più... la mostra alla galleria Patricia Armocida è stata importante, personalmente mi ha dato l'opportunità di chiudere una fase nei migliori dei modi, quella del vandalismo appunto. Un'esperienza insolita per me che in quanto artista o disturbatore in "ombra" fino a quel momento aveva evitato il contatto diretto con il pubblico. Poi c’è stato "One Size Fits All", progetto presentato al Museo del Costume e della Moda a Milano in cui avevo chiesto a nove stilisti internazionali di disegnare un passamontagna per una mia collezione privata, utilizzati successivamente per raccontare tramite fotografie i miei ritmi, relazioni, mondi da me vissuti. Poi anche "House of an Alien" alla galleria Gloria Maria Cappelletti. Per via del mio percorso formativo mi sono sempre mosso in modo molto trasversale riuscendo a gestire meglio questo tipo di progetti concentrandomi molto su temi quali l'identità, desiderio di appartenenza, ossessività, territorio. Temi che poi rimpasto dal periodo graffiti, con meno attenzione verso il concetto di illegalità ovviamente, ma più su quello che sono caratteristiche nostre, umane.

E poi cos’è successo?

Quando ho conosciuto Kyre, era scenografa da Mary Howard Studio a New York. Io stavo chiudendo il mio negozio, King Kong, dopo un esperienza di circa 5 anni e sembrava giusto andare a vivere all'estero per un periodo. Così abbiamo abitato a Brooklyn per qualche anno, ma quando abbiamo avuto il primo bambino ­(che oggi ha dieci anni) ho sentito la necessità di tornare in Italia dove per un po’ mi sono occupato di mie produzioni e comunicazione. Mentre Kyre era manager dello studio MACSIOTTI. A questo punto nasce Antioca, che oggi ha 6 anni, Kyre aveva avuto l’idea di fare un semplice weekend in Toscana. Ci siamo rimasti tre lunghi anni. Pare che la nascita di un bimbo per noi comporti grandi cambiamenti.

Un weekend lungo.

Un weekend lunghissimo... ci siamo innamorati della vita in campagna. Quando abbiamo deciso di lasciare la Toscana, abbiamo capito che non era nostra intenzione tornare in città ed essendo io di origini sarde abbiamo pensato alla Sardegna. E così abbiamo deciso di fare questa follia.

E li vi si è aperto un Mondo.

Inizialmente Pretziada era semplicemente un progetto di storytelling per raccontare la Sardegna un po’ a modo nostro, con il nostro occhio e con un gusto estetico attuale. Dopo il viaggio negli Stati Uniti ci siamo accorti che la Sardegna era sconosciuta a molti, troppi. Poi quando ci siamo resi conto che lo storytelling stava costruendo un suo pubblico abbiamo deciso di sviluppare l’idea originale che era di coinvolgere designer e creativi dal taglio internazionale per collaborare con artigiani locali. Sono pochi prodotti ben seguiti in tutti i loro aspetti, soprattutto quello di relazione tra creativo e artigiano. L’idea è di offrire comunque un contributo al territorio.

Vaso MARRIA di Valentina Cameranesi Sgroi & Walter Usai - Credits: © Pretziada
CEREMONY Iron fireplace set di Ambroise Maggiar & F.lli Argiolas - Credits: © Pretziada
Kyre Chenven & Ivano Atzori - Credits: © A. Pintus
THE NUPTIAL VASE di Walter Usai - Credits: © Pretziada
Vaso TUNDA di Valentina Cameranesi Sgroi & Walter Usai - Credits: © Cris Blaze
The PRETZIADA boot - Credits: © Cris Blaze

Qual è il coinvolgimento delle parti in causa?

Ci auguriamo che più designer e creativi vengano affascinati da questa nostra visione e che decidano di proporsi e vogliano partecipare sposando un po’ la causa visto che dietro non c’è un’azienda strutturata ma due persone con un progetto, seppur carico di entusiasmo e speranza, difficile e ambizioso.

Immagino che poi la difficoltà stia nel trasmettere questa passione e comunicare in modo adeguato e contemporaneo questo tipo di cultura.

Si tratta di un percorso educativo che non è molto semplice o immediato e spesso richiede strumenti narrativi molto sofisticati. Però il fatto che vogliamo coinvolgere designer internazionali è anche un’opportunità per il territorio di essere discusso al di là di quelli che sono i cliché ed i confini della Sardegna. Si tratta di un gesto anche politico, ovviamente.

Chiaro. Deve essere anche un bel challenge riuscire a far dialogare un designer parigino con dei fabbri sardi.

C’è da parte nostra un investimento in quel senso: vogliamo che tutte le persone che collaborano con gli artigiani vengano sul posto ­anche per poco tempo ed assorbano il know how di queste persone in modo che ci sia un dialogo equilibrato tra le due parti. Qui sull'isola c'è una gran voglia di mettersi in gioco. Di affacciarsi a nuove esperienze e immaginari, dovuto al fatto che i confini di un'isola sono marcati geograficamente e fisicamente.

Ad oggi quanti elementi compongono il progetto?

Abbiamo alcuni lavori di ceramica creati da Valentina Cameranesi Sgroi e Walter Usai, un set di ferri da camino dalle linee essenziali sviluppato da Ambroise Maggiar in dialogo con F.lli Argiolas fabbri da generazione di Cagliari, e poi come Pretziada abbiamo riproposto in maniera fedele alle forme la classica scarpa legata al mondo agropastorale dell'isola, ovviamente andando a lavorare sui materiali così da renderlo un prodotto di eccellenza. Delle t-shirts che raccontano, attraverso la stampa serigrafica applicata, la Sardegna andando a scardinare quello che per molti sono gli stereotipi narrativi dell'isola. Le grafiche sono fotografie estratte dallo storytelling, scegliamo le più impattanti, misteriose.

E per il futuro?

Al momento posso solamente annunciarti una collaborazione con Servomuto e HeartStudio per la creazione di un trittico di applique dove alle forme di Servomuto verranno applicati  tessuti per delle lampade dove alle loro strutture verranno applicati dei tessuti creati a telaio prodotti a Samugheo, paese del centro Sardegna produttore di fantastici tessuti e tappeti. E poi ne dovremmo ufficializzare delle altre a venire, seguiteci e scoprirete. Non si tratta di un progetto a carattere stagionale nonostante ci siano degli elementi, come le scarpe, che possono avere un minimo di attinenza al mondo della moda. A noi piace l'idea che il nostro pubblico, che ci auguriamo cresca, riconosca in queste creazioni il nostro sforzo ed entusiasmo.

Mi sembra che ci sia tutto.

C’è un ultimo tassello che andrebbe a completare tutto il progetto: a novembre scorso io e Kyre abbiamo comprato una proprietà in una valle dimenticata nel sud della Sardegna con quattro case fatte in pietra di circa 200 anni. Il villaggetto, chiamato furriadroxu in sardo, è all’interno di una comunità agropastorale ai piedi della macchia mediterranea più grande d'Europa e solamente a circa 15 Km da spiaggie incantevoli. L’idea è quella di creare la nostra abitazione e poi una struttura ricettiva che possa ospitare ed accogliere creativi con cui collaboreremo e poi turisti che abbiano interesse a conoscere il territorio utilizzando Pretziada come chiave d'accesso per interpretare una cultura molto profonda. Se tutto andrà per il meglio la struttura dovrebbe essere pronta per l’estate prossima. Per la ristrutturazione ci siamo affiancati al duo architetti Casciu & Rango di Cagliari. Oltre alle unità abitative, ci sarà anche uno spazio che ospiterà un piccolo spazio polifunzionale/showroom.

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