Un estratto dal video 'Interreality' di Dionysis Toumazis
Un estratto dal video 'Interreality' di Dionysis Toumazis
Un estratto dal video 'Interreality' di Dionysis Toumazis
Un estratto dal video 'Interreality' di Dionysis Toumazis
Un estratto dal video 'Interreality' di Dionysis Toumazis
Storytelling

Nell’alveare dell’esperienza virtuale

Milano Design Film Festival

Automotive, pubblicità, cinema e, sempre più, il mondo dell’architettura puntano sulle coinvolgenti esperienze immersive della realtà virtuale. Un viaggio tra immaginario e verosimile, dove le sensazioni dello spettatore sono reali ma, di fatto, non le sue azioni. Pochi tra filosofi e progettisti si soffermano a considerare questo “sensorio implementato” e le questioni etiche e sociali a esso correlate.

Il video Interreality dell’architetto greco di stanza a Londra Dionysis Toumazis vuole esplorare modi di vita alternativi che la realtà virtuale può offrire. Inizia con immagini di città contemporanee quali metafora del post-capitalismo e dell’accelerazione della vita contemporanea. Una voce fuoricampo, che ricorda nel tono i documentari scientifici anglosassoni degli anni Sessanta, racconta quanto la nostra vita soccomba agli insensati ritmi lavorativi e come una politica economica alternativa, unita all’innovazione tecnologica e all’automazione, possano sollevare l’uomo dal lavoro – chimera ricorrente nella storia della tecnologia.

Toumazis progetta quindi l’edificio Interreality con tecniche di animazione computerizzata. Una sorta di alveare in stile architettonico contemporaneo, pensato per fornire all’uomo nuove prospettive del mondo e diversi modi di essere. In esso le persone sperimentano feedback interattivi che, grazie alla realtà virtuale, uniscono i mondi digitale e fisico. Le immagini di Interreality, al contempo affascinanti e inquietanti, si accompagnano alla voce che descrive situazioni avventurose e affascinanti. Sogni e desideri di cui è possibile concretizzare le sensazioni ed esperienze al di là dei limiti del corpo.

L’edificio, però, potrebbe evocare le “colture” umane del film Matrix (regia Lana e Andy Wachowski, USA 1999). Nonostante l’osservazione passiva dello spettatore sia ormai trasformata dalla realtà virtuale, il video, come molti apporti “technology geek”, tende a una visione poco sfaccettata delle conseguenze che la RV avrà sulla dimensione sociale dell’uomo.