Storytelling

Rem Koolhaas visto dal figlio

Milano Design Film Festival

Da Hollywood a Venezia il biopic è un genere cinematografico sempre più affrontato. Perché niente è più interessante che immedesimarsi con personaggi reali, le loro storie e lato umano. L’espediente narrativo però è tutt’altro che semplice e lineare. Spesso si indagano i meandri della personalità attraverso inediti punti di vista.

Come quello del figlio del Pritzker Prize Rem Koolhaas, il celebre architetto fondatore di OMA (Office for Metropolitan Architecture), studio che si è cimentato su ogni tipologia architettonica, dalla super mediatica abitazione privata a Bordeaux, agli Epicentro Prada, agli uffici della TV di stato cinese, per fare qualche esempio.

Tomas Koolhaas, classe 1980 ha seguito il padre per quattro anni, con una camera a mano e non, tra l’Olanda, Londra, Parigi, città americane come Chicago e New York, Doha e l’estremo oriente come Pechino e Fukuoka, Venezia e altri luoghi. È una vagare con Rem Koolhaas e altre persone, perfino dei senzatetto, volto a esplorare l’architettura di OMA e comprenderne l’unicità.

«Di solito le architetture», racconta Tomas Koolhaas, «si filmano in esterni, come oggetti inanimati. Le poche descrizioni in interno sono limitate a immagini statiche o still di edifici vuoti, ridotti a mere icone o sculture. ‘REM’ ha un approccio non convenzionale e combina le storie umane e l’esperienza sia dell’architetto che dell’utilizzatore della sua architettura. Il film esplora la vita di Rem, il suo metodo di lavoro, la filosofia ed il suo paesaggio interiore da una prospettiva mai vista, fatta di intimità e di immediatezza. Il risultato, alla fine, è quello di essere ‘dentro’ la sua testa. Questa prospettiva aiuta il pubblico a capire le idee di Rem in un modo in cui non potrebbe diversamente. Queste idee non sono solo spiegate a livello intellettuale ma anche in pratica – in realtà, sul terreno. Il pubblico vede come queste idee siano poi fruite ed esperite. Il film mostra anche come questi edifici – sia giganti, sia piccoli e comunque sparsi in ogni angolo del mondo – avvolgano ogni aspetto delle persone che li costruiscono, li usano e ci vivono».

La colonna sonora originale per piano, violino e violoncello è stata scritta da Murray Hidary e il film è stato prodotto grazie a una campagna di crowdfunding e fondi addizionali da Creative Industries Fund - NL e Graham Foundation.

In visione alla 73a Mostra del Cinema di Venezia il 9 Settembre alle 17.30 e il 10 Settembre alle 16.45.