Storytelling

Sally Antonacchio, tra creatività e imprenditoria

Tempi strani, questi di Coronavirus. Surreali. Che costringono ciascuno di noi a misurarsi con situazioni insolite, inimmaginabili fino a pochi mesi fa, almeno nella nostra parte di cielo. È una bolla, che si frantumerà in un nugolo di goccioline impalpabili, ma che intanto tiene tutti sospesi. E non solo con il fiato. 

Però andiamo avanti. Per questo ICON DESIGN ha deciso di dar voce a donne in qualche modo impegnate nel cambiare la realtà in cui vivono e quella degli altri: donne che fanno, attive, intraprendenti, coraggiose. Negli ambiti più diversi, ma proprio per questo più interessanti e sorprendenti. Non un discorso meramente femminista, piuttosto un racconto di belle storie, fatto di colori e colpi di scena. Per guardare a un futuro migliore.

Oggi è il turno di Sally Antonacchio.

Nata a Napoli ma cresciuta a New York City, Sally Antonacchio racchiude in sé tutta la creatività italiana e la pragmaticità statunitense: cuore e operatività. Non per niente nel 1990 fonda la casa di produzione The Artists Company, che ha realizzato claim pubblicitari per marchi come Revlon, Neutrogena, Grand Marnier, Atkins, Facebook e Pantene, e i video pluripremiati “Losing my religion” dei R.E.M. e “Take a Bow” di Madonna. Azienda riconosciuta come Women Business Enterprise (WBE) dal Dipartimento per lo Sviluppo Economico dello Stato di New York, Divisione di Minoranza e Sviluppo delle Donne, sul proprio sito, The Artists Company scrive: “possiamo vantare una ricca storia unita all'adattabilità necessaria per affrontare questa nuova fase nella pubblicità e nella creazione di contenuti. Raccontiamo storie, facciamo ridere e commuoviamo, restituendo in immagini le mille sfaccettature dell’umanità. The Artists Company è la visione di Sally Antonacchio di ciò che una società di produzione può e dovrebbe essere».

Sally, che è anche consulente di varie aziende e associazioni di beneficienza, è innamoratissima di suo marito, di quella che definisce la sua grande famiglia italiana, dei suoi numerosi nipoti.

Come descriveresti il ​​tuo lavoro?
Sono proprietaria e produttrice esecutiva di una società di produzione commerciale televisiva. Produciamo pubblicità per tutti i media.  

Quando hai capito che stavi facendo la differenza? Quali difficoltà hai affrontato?
Siamo un'azienda al 100% femminile dal 2012. Questa condizione, già da sola, fa la differenza perché questo è un settore dominato dagli uomini. Il mondo sta mutando rapidamente e la tecnologia sta cambiando drasticamente il nostro business. A cominciare dal modo in cui chiediamo ai nostri registi di non usare più il formato del film. Forse la difficoltà maggiore oggi è che bisogna essere costantemente coscienti dei costi e trovare il modo di produrre la stessa qualità di prima a un prezzo inferiore perché questo è ciò di cui sempre più clienti hanno esigenza.

Come immagini il futuro del tuo lavoro? In che modo pensi che il mondo cambierà?
Il mio lavoro sarà più difficile per il semplice motivo che ormai vendere è diventato molto difficile. Parlando di medium, Instagram probabilmente non sarà in circolazione per sempre, quindi dobbiamo essere pronti a individuare la prossima tendenza e a entrarci a gamba tesa. Una sfida complicata ma allo stesso tempo emozionante perché ogni giorno è nuovo e non sai mai cosa verrà dopo.