Una delle dirette live degli insegnanti della Scuola
Stefano Mirti - Credits: Foto: Gianluca Di Ioia. Courtesy: La Triennale di Milano
Una delle dirette live degli insegnanti della Scuola
Gli interni della Scuola
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La pagina Facebook della Scuola
Gli interni della Scuola
Andrea Quartarone
Storytelling

Le sfide del Coronavirus: se la Scuola d’Arte diventa una Social TV

«Quando tutto sarà finito, il mondo sarà inevitabilmente cambiato. Non si potrà tornare indietro come se niente fosse», Stefano Mirti, progettista e fondatore dell'IdLab_studio (nel 2018 ha curato la mostra 999 in Triennale di cui abbiamo parlato qui), riflette sulle conseguenze del Coronavirus. Dal 2017 dirige la Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, un'istituzione storica in città, una “scuola dei mestieri” nata nel 1882 che spazia dal fumetto all'acquerello, dall'incisione all'illustrazione.

Oggi, insieme ad Andrea Quartarone, autore televisivo e docente all'Università Bocconi, sta dando impulso alla digitalizzazione dell'istituto. L'idea è venuta quando le misure restrittive hanno costretto la Scuola a chiudere e a sospendere i corsi. «Avevamo già avviato alcune sperimentazioni in questo senso, l'arrivo del virus non ci ha colti impreparati. Quando gli studenti ci hanno chiesto come sarebbero andate avanti le lezioni abbiamo lanciato un calendario di appuntamenti su Facebook. E dato che attualmente ci sono milioni di ragazzi e bambini a casa da scuola, abbiamo pensato di inaugurare una serie di lezioni dedicate proprio a loro», racconta Stefano Mirti.

Da qui, la nascita della Super Social TV sul canale Facebook della Scuola, dove gli insegnanti tengono corsi e lezioni in diretta live (qui il calendario). Le materie? Xilografia e incisione, illustrazione per bambini, disegno umoristico e poi l'iniziativa social #carodiariotidisegno, un invito a tutta la community a tenere un proprio diario illustrato che racconti la vita in quarantena.

«Si tratta di un progetto pilota. In futuro vogliamo sviluppare e arricchire il concetto, dando il via a una vera e propria Social TV che sia cross-plattform, con il coinvolgimento dei maggiori social network come Facebook, Instagram e YouTube, e che si sviluppi parallelamente ai corsi che dopo la crisi torneranno a svolgersi normalmente all'interno della Scuola», spiega Andrea Quartarone.

Un'accelerata alla digitalizzazione, dunque, che non si tradurrà però in un taglio dei corsi in aula. «Quando la lunga notte di questo Coronavirus passerà, ci lascerà un mondo diverso. Non sappiamo come sarà e non credo che tutto quello che c'era prima cesserà di esistere, ma possiamo dire che sarà sicuramente più digital», prosegue.

A partire da settembre, la Scuola offrirà interi corsi online, oltre a un palinsensto dedicato ai bambini. L'utente avrà la possibilità di assistere a lezioni in diretta, interagendo con gli insegnanti e gli altri studenti. Ogni lezione andrà poi ad arricchire una library consultabile anche a distanza di tempo. In questo processo, la parola d'ordine sarà community. «È la chiave di tutto. Questa forzata quarantena sta facendo moltiplicare i gruppi online, le chat. Ci siamo riscoperti comunità, e così deve essere la nostra piattaforma. Questo processo farà spazio a un cambiamento importante: per seguire la Scuola non sarà necessario vivere a Milano. E sappiamo che questo avrà conseguenze importanti. Sulla nostra Scuola e non solo», spiega Stefano Mirti.

L'allusione è all'intero mondo dell'istruzione e all'offerta dei corsi di studio e delle lauree online. «È vero, i corsi di laurea digital esistono già ma non sono ancora ampiamente diffusi, per adesso sono in pochi a laurearsi online. Prevedo che progressivamente diventerà sempre più comune: dopo questi mesi, tutto ciò che si stava affermando prima avrà maggiore ragion d'essere. Non ci saranno grandi rivoluzioni, ma una velocizzazione di alcuni processi che stavano emergendo».