Alessandro Poli e Francesca De Giorgi, in arte Servomuto - Credits: Servomuto
Storytelling

Servomuto: a tutta luce

Francesca De Giorgi, architetto, e Alessandro Poli, graphic designer, meglio noti come Servomuto, lavorano insieme dal 2007.

Disegnano e producono lampade che nascono dal recupero di vecchi paralumi e applique che riportano a nuova vita grazie ad interventi grafici ed artistici e attraverso il riutilizzo dei tessuti più disparati: passamanerie, stoffe vintage, tende in velluto provenienti da palcoscenici di teatro, coperte militari. Le loro lampade nascono dall’innesto di sofisticata artigianalità, attenzione quasi maniacale al dettaglio e produzione industriale.

Li abbiamo incontrati pochi giorni dopo la Design Week, durante la quale hanno partecipato alla mostra collettiva Ladies & Gentlemen e presentato un’installazione che ha illuminato le vetrine della boutique dei Fratelli Rossetti a Milano ed in contemporanea a Parigi e New York.  

Come e perché avete scelto di diventare designer?

All’inizio della nostra collaborazione, io lavoravo come architetto e Alessandro come graphic designer, quello che ci ha uniti è stato un approccio ironico e provocatorio nel reinterpretare un oggetto classico come il paralume. Abbiamo messo in discussione  la moderazione dello ‘stile classico’ attraverso il nostro interesse per le sottoculture, l’immagine e la comunicazione visiva. Non immaginavamo di diventare designer e forse continuiamo a non avere questa inibizione.

Parliamo un po’ di icone del design. C’è un pezzo che ha, almeno all’inizio, influenzato la vostra ricerca e, se sì, in quale modo?

Possiamo dire di avere un’attrazione per gli oggetti, non necessariamente ‘firmati’, per i tessuti, sicuramente un attaccamento morboso ad alcuni materiali, quello che ci incuriosisce sono gli oggetti desueti, quelli che sono stati dimenticati perché è cambiato il modo di vivere, spesso sono oggetti che riportano l’attenzione ai gesti, specifici, che non abbiamo vissuto direttamente, questo ci colpisce.

Birds and butterflies - Credits: Servomuto
Rattan - Credits: Servomuto
Cement - Credits: Servomuto
Chalk - Credits: Servomuto
Guinea - Credits: Servomuto
Meringhe - Credits: Servomuto
Chandelier - Credits: Servomuto
Easy wall - Credits: Servomuto

Siete giovani, eppure siete considerati già da un po’ di tempo tra i designer emergenti più interessanti in giro. Quali sono gli elementi-chiave intorno ai quali si muove la vostra ricerca?

Forse proprio il fatto di non nascere come designer e quindi avere un approccio più aperto, che usa il disegno come supporto minimo per un’immagine evocativa che abbiamo negli occhi. Avere a disposizione un laboratorio che lavora con la luce e con i tessuti fa in modo che il progetto si muova principalmente intorno a questi due elementi e nasca per esaltarne le potenzialità.

Cosa rende, a vostro avviso, un progetto un successo commerciale?

La riconoscibilità e l’immaginario che un oggetto riesce ad evocare.

Una delle sfide di maggiore attualità per un designer è quella della compatibilità ecologica. Quanto è importante questo elemento nella vostra ricerca?

Possiamo definire il nostro design ecologico perché per intima natura entrambi non abbiamo il senso del materiale pregiato, allora spesso nei nostri progetti sono presenti tecniche di lavorazione antiche e sempre artigianali abbinate a materiali naturali, praticamente non trasformati; ci affascina la contraddizione tra delle provenienze, riuscire a rendere prezioso un tessuto attraverso una piegatura, questo per noi è ecologico, dare un valore ai materiali più comuni, non esibire il costo ma il principio.

Un’ultima curiosità: entriamo idealmente nella vostra casa o nel vostro studio, quali sono gli oggetti di design che vi accompagnano nella vostra vita quotidiana?

In questo momento siamo pieni di sedie in studio, forse abbiamo un po’ esagerato, io raccolgo oggetti per la cucina, strumenti, cesti e spesso cose di cui mi sfugge il senso più immediato, Ale colleziona soprammobili fuori moda oltre a sneakers e abbigliamento vintage, quindi designer più legati ad una moda, forse anch'essa desueta, in puro stile SERVOMUTO.

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