Credits: Valentina Guidi Ottobri. Photo Felisiano Santoli
Credits: Piscina con bagnante e tartaruga by Ugo La pietra
Credits: Eyes of truth, installazione totemica di lampade per esterni progettata da Sara Ricciardi e prodotta da Torremato
Credits: Ercole, un'autoproduzione di Matteo Peducci
Credits: Modellino di Elissa Lacoste per la realizzazione di un divano - tappeto prodotto in collaborazione con Tappezzerie Druetta
Storytelling

Valentina Guidi Ottobri e il Design Alchemico

Dopo un’esperienza di otto anni da Luisiviaroma - in qualità di buyer, dove ha sviluppato ex novo la sezione design – la curatrice indipendente Valentina Guidi Ottobri ha intrapreso il percorso che, entro l’anno, porterà alla nascita della sua galleria. Vgo Associates prende le distanze dal «materialismo imperante dell’ultimo secolo»: punta infatti a incoraggiare nuove modalità di collezionismo e sostiene una forma di dialogo e ascolto dei progettisti, invitati a concepire Sculture funzionali e progetti di architettura di riqualificazione urbana. Un modello che colpisce fin dalla scelta della sede fisica, nel sud della Francia.

Come nasce l’idea di stabilirsi a Grasse?
È stata una scelta d’amore. Il mio fidanzato si è trasferito per lavoro in Costa Azzurra; seguendolo mi sono trovata in questa 'collina tra le colline', fra i profumieri più importanti del mondo. Mi è sembrata la dimensione più giusta per iniziare il progetto che era nella mia testa già da un paio di anni.

In quale modo le peculiarità del luogo si riflettono nel modello di galleria al quale stai lavorando?
Mi piace il fatto di essere in aperta campagna ed è una condizione che favorisce anche il progetto delle residenze, al via a ottobre. Saranno quattro all’anno, una per ciascuna stagione, per recuperare il senso della stagionalità. Inviterò gli artisti a vivere qui, sotto le stelle e all’interno delle cabanas che sto realizzando. Tra queste, una sarà disegnata dallo studio di architettura Officina82, che per la galleria presenterà anche un’esclusiva versione del suo progetto Starsbox con Studio Arredi. Un'altra, più sociale, con un tavolo per mangiare insieme, sarà opera di Matali Crasset.

Con Vgo Associates intendi privilegiare il messaggio sull’estetica o sullo stile. Quali obiettivi ti poni?
La galleria intende sviluppare oggetti e spazi per l'anima. La richiesta rivolta agli artisti è quella di creare Sculture funzionali, che possano interagire realmente con l’uomo, portando con sé una serie di valori intrinsechi. Veri e propri oggetti per i rituali della vita quotidiana.

Ad esempio?
Con il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso stiamo lavorando a una serra modulare per depurare l’aria in casa, che spesso, nonostante l’inquinamento, è meno pura di quella all’esterno. E, ancora, il cabinet che, oltre a contenere, può diventare un tempio nel quale è possibile connettersi (o sconnettersi): si chiama Temple room e l’ho disegnata io in collaborazione con INTRO.

Quali peculiarità distingueranno la tua galleria?
Tengo molto al fatto che la galleria possieda un “luogo digitale”, in grado di arrivare a tutti e che possa quindi vendere online. Una rivoluzione rispetto alla tradizione delle gallerie che si occupano di arte o di design. Daremo più spazio agli artigiani con progetti di comunicazione virale, per raccontare le storie bellissime dietro a ciascun partner. In più “vivrà” a Grasse, grazie ai contenuti e alle visioni che si scambieranno gli associates, ovvero artisti da tutto il mondo, intesi proprio nel modo rinascimentale: dal filosofo al regista; dall’architetto all’artista visivo; fino al biologo.

Concentriamoci sulle figure coinvolte: sono personalità distinte, che appartengono a generazioni diverse. Quali le singole affinità con il progetto?
Mi innamoro prima della persona e, solo dopo, dell’artista. Non ci sono generazioni o quotazioni specifiche: quello che più mi interessa sono la modalità di pensiero e l’approccio alla vita. Prendiamo il caso di Ugo La Pietra, scelto per la sua capacità di riprendere simboli tradizionali e reinventarli, con tanta ironia, in sculture e altri interventi. Con lui stiamo facendo un lavoro molto importante: uno degli scopi della galleria è agire in nicchie di mercato che ancora non sono coperte da oggetti in grado di essere funzionali ed artistici insieme.

Cosa puoi anticiparci?
Ci siamo resi conto che nel mercato delle piscine, soprattutto per i modelli fuori terra, la scelta è limitatissima. Allora gli ho chiesto di recuperare i suoi disegni degli anni Sessanta, relativi a opere site-specific e a fontane che aveva progettato per alcune città italiane. Li stiamo trasformando in vasche da bagno per esterni: saranno sculture da giardino, un po' come nel Giardino dei Tarocchi di Capalbio disegnato da Niki de Saint Phalle, di cui mi affascina la visione progettuale che ha saputo trasmettere ai posteri.

Questo ultimo riferimento e la presenza di varie aziende, tra quelle selezionate, legate alla tradizione manifatturiera della Toscana, sollecita una domanda sul rapporto con la tua terra d’origine. Qual è la sua influenza in questo percorso?
Con la mia Toscana ho un rapporto di odio e amore. La cultura del luogo è sempre riferita al Rinascimento. Essendo nata e cresciuta lì, il Rinascimento mi ha permesso di formare delle corde estetiche che tendano sempre a vedere sia il dettaglio, sia le cose molto in grande. Fino a poco tempo fa abitavo adiacente al Duomo: ogni volta che uscivo di casa, vedevo questo magnifico monumento e pensavo a quanto investimento e quanta visione ci siano stati per completarlo da parte di generazioni che non avrebbero mai visto il risultato finale. Mi domando sempre quanto e come sia cambiato oggi l'approccio all'arte: in quel momento si lavorava tendendo all'infinito, per lasciare un messaggio ai posteri. Questa è l’idea alla quale mi piace ritornare e che cerco di concretizzare con tutti i progetti che realizzo, dando degli spunti per il futuro e facendo sognare le persone. Con la galleria, attraverso il rapporto con le istituzioni, spero che queste mie idee un po' bizzarre si realizzino per un nuovo tipo di presente, basato sull' accrescimento di società autonome e radicali in un percorso ibrido che segue la visione di un mondo libero dalla vaquità, rispettando l'ambiente ed il modo semplice e puro di vivere ed interpretarlo, supportando le piccole produzioni locali per il recupero dell'artigianato.