Interno dell’ex ambasciata della Cecoslovacchia a Berlino di Věra e Vladimír Machonin (1970-1978).
Palazzo per uffici di Milica Šterić a Belgrado (1957).
Storytelling

Women and architecture

Nel XX secolo, i professionisti dell’architettura e del design erano, nella stragrande maggioranza, uomini. In realtà, in movimenti come il Modernismo polacco, l’Art Déco americana, il Brutalismo cecoslovacco e il Design Radicale italiano, le donne hanno svolto un ruolo importante.

Il palazzo dell’ex ambasciata cecoslovacca dell’allora Berlino Est (1970-1978) è un grande edificio esemplare di una serie di strutture analoghe costruite da quello Stato tra gli anni 50 e 70. La struttura brutalista fu progettata dalla prolifica coppia di architetti Věra e Vladimír Machonin, che hanno curato alcune delle opere più significative dell’architettura cecoslovacca del XX secolo. Dietro la ruvida facciata, si possono ammirare gli splendidi interni con mobili originalissimi di Věra Machoninová e un lampadario di René Roubiček.

Invece, il palazzo per uffici della serba Milica Šterić situato in Carice Milice, a Belgrado, del 1957, rivela l’influenza dello stile architettonico caratterizzato dal ricorso a acciaio leggero e facciate in vetro. La Šterić, che lavorava per la compagnia di stato jugoslava Energoprojekt dirigendone il dipartimento di architettura, ha progettato numerosi grandi opere in Serbia (quartieri di edilizia popolare e grosse centrali elettriche), in Zambia, Kuwait e Nigeria.

Importanti pionieri del movimento moderno in Polonia, Stanislaw Brukalski e Barbara Brukalska hanno costruito la loro casa – una sorta di ode alle forme costruttiviste più radicali – in una zona residenziale di Varsavia (1927-1928). Gli interni modernisti, ristrutturati negli anni 40, sono stati ammorbiditi da un corrimano di bambù e una stufa tradizionale rivestita di piastrelle. Questo stile trae spunto dal progetto di una lounge room che gli stessi architetti avevano realizzato per il padiglione placco dell’Esposizione internazionale di Parigi del 1937.

A Los Angeles, i grandi magazzini Bullocks Wilshire sono stati creati nel 1929 dall’iperproduttivo studio d’architettura di John e Donald Parkinson. A quest’opera hanno collaborato svariati professionisti tra cui gli interior designer Eleanor Lemaire e Jock Peters, che hanno dedicato particolare attenzione all’arredamento degli spettacolari interni art déco,
restaurati di recente; la struttura ospita oggi una law school privata.

In Italia, da ricordare è Nanda Vigo. Nata nel 1936, ha fondato il suo studio a Milano nel 1959, dopo aver studiato al Politecnico di Losanna e soggiornato a San Francisco. Ha stretto amicizia con una più matura generazione di architetti, in particolare con Gio Ponti, e ha frequentato i leader dell’avanguardia milanese. Negli anni 70, ha progettato una quantità di artistici e stupefacenti interni residenziali come quelli della Casa Museo Remo Brindisi a Lido di Spina, a nord di Ravenna, nel 1973, ora aperta nella sua forma originale come galleria d’arte.

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Dalla rubrica 20th Century Archive del numero di aprile/maggio di ICON DESIGN, disponibile anche in formato digitale.